giovedì, giugno 11, 2009

io non lo so...

... quest'ansia mista al vuoto
so che ritorna
e non ho armi per combatterla
non ho strumenti per capirla

voglio ridere
e voglio vivere

farlo ora

ma è sempre un po' più complicato

venerdì, febbraio 20, 2009

...

audace
vorace
di sesso
e carezze

sempre le stesse
fatte da mani diverse

premono
stringono
svuotano

sfiorano
il vuoto

che resta uguale
a sè stesso

diverse
le facce
le voci
le spinte

identico
il niente
e il nascondimento

martedì, febbraio 10, 2009

Solo per giustizia di Raffaele Cantone



Titolo: Solo per giustizia. Vita di un magistrato contro la camorra.
Autore:Raffaele Cantone
Editore: Mondadori
Pagine: 336
Prezzo: Euro 17

Raffaele Cantone deve lasciare la sua stanza alla Procura antimafia di Napoli. Dopo otto anni da pubblico ministero alla DDA - limite massimo consentito dalla legge per ricoprire tale ruolo - sceglie di trascorrere l'ultima notte in ufficio. Un po' per sistemare negli scatoloni tutte le sue cose, un po' per riordinare idee e pensieri.
In questa lunga "nottata di congedo", iniziata riponendo per primi i calendari e i crest delle forze dell'ordine che appaiono in tutti gli uffici di un pm, ricostruisce e racconta la sua esperienza in magistratura. Lo fa con tono pacato, senza enfasi, neanche quando testimonia delle preoccupazioni per le tensioni sulla sua famiglia via via che le misure di tutela andavano facendosi più serrate di pari passo alle attenzioni che i clan del casertano avevano deciso di dedicargli. Perché Cantone è il pm di gran parte delle inchieste da cui ha preso spunto Roberto Saviano per "Gomorra" e senza il successo planetario di quel romanzo il nome di questo magistrato sarebbe rimasto noto soltanto tra gli addetti ai lavori, tutt'al più tra i lettori delle cronache locali.

Raffaele Cantone non è un pm in cerca di visibilità mediatica, ma un magistrato che semplicemente ha fatto e fa il suo lavoro. Nel testo torna spesso sul concetto 'anti-eroico' dell'importanza di quella schiera di poliziotti, carabinieri, anche impiegati amministrativi, figure silenziose, che garantiscono la sicurezza delle persone sotto scorta come lui e il dipanarsi quotidiano dell'attività giudiziaria e che, citando l’autore, rappresentano "la spina dorsale invisibile ma tenace su cui si regge questo paese". Di tanti di loro fa nome e cognome, raccontandone le storie, così come del sindacalista Federico Del Prete, ammazzato dai casalesi perchè denunciava il racket dei clan nei mercati tra Mondagrone e Casal di Principe, tacendo invece i nomi di personaggi collusi e assicurati alla giustizia, forse per pudore, forse per evitare di dare loro anche un minimo di notorietà.
Già dalle inchieste sui reati economici, come quella sulla compagnia assicurativa greca Themis, alle quali Cantone viene assegnato al suo arrivo in Procura, l’autore scopre la pervasività del sistema e della mentalità camorristica. E non potrebbe essere che così per un uomo nato e cresciuto a Giugliano, grosso paese dell’hinterland a nord di Napoli dove la camorra è tutt’altro che invisibile.

A tratti didascalico, come quando illustra al lettore le componenti in cui si divide la magistratura e le funzioni dell’uno e l’altro organismo giudiziario, Raffaele Cantone non abbandona mai nel racconto il rigore di magistrato e di studioso del diritto. E affida a tutti i lettori quello che è forse l’interrogativo cruciale non solo del suo libro: “ma non è forse proprio questa una delle ragioni principali della forza del potere camorrista, ossia la sua capacità di coinvolgere pezzi di quella società civile che, secondo una visione manichea, dovrebbe invece stare interamente dalla parte opposta?”.

L’ultima cosa che metterà via prima di andare a Roma, dove lo attende il nuovo incarico al Massimario della Corte di Cassazione, è la toga. Regalata dalla madre all’inizio della sua esperienza e ora consumata in più punti a furia di averla indossata in tanti processi contro i clan più feroci della Campania.

Il libro è stato regalato dall'Amministrazione Comunale di Castellammare di Stabia agli studenti delle ultime classi delle scuole superiori, grazie all'iniziativa "One book, one community", giunta alla sua terza edizione e promossa dall'Assessorato ai Giovani e alla Pace, retto dal vicesindaco Nicola Corrado.

ps: anche questa mia recensione la trovate su www.culturaspettacolo.it

psII: ho finito di leggere il libro nei giorni terribili che hanno colpito la mia città: Castellammare di Stabia. Lo sgomento e la rabbia non lasciano il passo alla voglia di impegnarci tutti, ancora di più e ancora meglio, tutti i giorni a costruire l'argine contro la barbarie

giovedì, gennaio 29, 2009

Il Vangelo secondo Biff

Prima piccola premessa: sono drogata di facebook ;) e per questo ho abbandonato il mio piccolo blog.... però continuo a pensare che il blog è tutta un'altra cosa e medito di scrivere un post al proposito... so che ne sentite la mancanza.... ehehheeh

Seconda piccola premessa: nel frattempo, per una strana serie di casi, mi sono ritrovata a collaborare con assai piacere a un sito che si chiama www.culturaspettacolo.it scrivendo qualche recensione.... passateci che è carino e si trovano interessanti spunti di lettura

Terza piccola premessa: ho voglia di riprendere a frequentare questo mio spazio che è assai più mio di quanto possa esserlo un profilo fb e quindi, mettendo insieme le due piccole premesse di cui sopra, pubblico qualche piccola recensione... del resto di libri avevo già parlato altre volte


Quarta piccola premessa: come avrete ricordato tutti... sono logorroica... ehehehe... è il blog che mi spinge a farlo... rispetto alle comunicazioni sincopate di fb, vuoi mettere!?!??!?!?!


Titolo: Il Vangelo secondo Biff
Autore: Christopher Moore
Editore: Elliot (collana Scatti)
Pagine: 580
Prezzo: € 18,50

Tenero e dissacrante come solo l'amicizia tra ragazzini sa esserlo. Il Vangelo secondo Biff è un piccolo gioiello di umorismo e narrazione in cui l'americano Christopher Moore, la cui ironia provocatoria è tutt'altro che inferiore a quella degli assai più noti e pubblicati in Italia Vonnegut e Palahniuk, parte da una domanda tutto sommato legittima: ma cosa è successo in quei trent'anni prima che il Messia fosse il Messia? La risposta è affidata lungo 580 pagine, che scorrono veloci nonostante la mole del romanzo, alla voce scanzonata e sincera di Biff.

Figlio di uno scalpellino ebreo, nato e cresciuto a Nazaret dove ha la ventura di diventare amico sin dall'infanzia di Gesù della cui madre Maria è innamorato neanche tanto segretamente, Biff sostiene di essere l'unico a sapere come siano andate le cose per davvero. Perchè lui c'era. Deve pensarla così anche qualcuno un po' più in alto se duemila anni dopo la sua morte, l'angelo Raziel va a resuscitarlo e lo costringe a scrivere il suo vangelo, chiuso nella stanza d'albergo di una grande città statunitense. Mentre l'angelo, che ha qualche problema a distinguere la realtà dalla finzione, si nutre di cibaccio e serie televisive, Biff ricostruisce la storia sua e di Gesù. Perchè è ovvio che il figlio di Dio è sempre il figlio di Dio, ma è pur vero che quando vivi culo e camicia con il tuo migliore amico, la storia dell'uno si confonde con quella dell'altro. Capita sempre così e succede anche a Biff e Gesù, impegnato a capire cosa significhi essere il Messia con dubbi più che comprensibili rispetto al suo destino. Nella ricerca, ovviamente, lo accompagna Biff. Letteralmente visto che i due viaggeranno per diciasette anni sulle orme dei tre re magi, gli unici che qualcosa dovranno pur saperla se si sono fatti migliaia di chilometri per venire a trovare un bambinello in fasce. Tra Afghanistan, Cina e India, Biff e Gesù vivranno in castelli, monasteri e grotte imparando filosofie, religioni e arti orientali - idea geniale dell'autore in tempi come questi segnati dal credo dello "scontro tra civiltà".

Innamorati della stessa splendida e intelligente ragazzina, una certa Maddi, ma impossibilitati entrambi ad averla, per ragioni evidentemente diverse, Biff e Gesù vivono la loro amicizia per tutta la vita. E se per i primi trent'anni il lettore scoprirà cose inattese, si divertirà altrettanto grazie al comico e impudente "dietro le quinte" degli episodi evangelici più noti, connotato però sempre da un candore disarmante. Perfetti i dialoghi: serrati, divertenti e, a volte, sorprendentemente illuminanti, predominano assolutamente su descrizioni di fatti e personaggi. E' nello scambio di battute tra le tante figure del romanzo che si rivelano parole di verità come quelle di Gesù quando spiega che "l'amore non è qualcosa a cui si pensa, ma una condizione in cui si dimora". Chi crede che Moore avesse avuto solo voglia di mettere alla berlina fedi e tradizioni, potrebbe anche ricredersi.


I brani
"Ma non ti commuove il fatto di sapere chi è? Cos'è?"
"E a che pro? Se passassi il tempo a bearmi della luce della sua santità, come potrei prendermi cura di lui? Chi penserebbe a mentire e a imbrogliare al posto suo? Nemmeno lui può pensare sempre a quello che rappresenta, Maddi".
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"E chi sono questi tizi che andate a cercare?".
"Dei maghi, mi pare".
"E volete parlare con loro perchè.....?".
"Perchè Gesù vuole sapere come si fa il Messia".
"Oh, giusto. E tu credi davvero che sia il Messia?".
"Sì. Ma conta di più che è mio amico. Non posso lasciarlo andare da solo".
"E se non lo fosse? Se trovaste questi maghi e loro vi dicessero che Gesù è soltanto un ragazzo come tutti gli altri?".
"In quel caso avrà decisamente bisogno che io sia lì, no?".
Mio padre rise. "Già penso che tu abbia ragione. Torna presto, Levi e porta con te il tuo amico Messia (....)".


La frase
"L'amore non è una cosa a cui si pensa, ma una condizione in cui si dimora"

venerdì, gennaio 16, 2009

7 anni di assenza

ritorni... andanti...
assenza... feroce...
la rabbia che sale

anche se è scoppiata tante volte
ritorna

le lacrime stentano
rodono
inondano
...dentro

bloccano i sensi
e il sentire

il fumo stordisce
ovatta
attutisce
nasconde

nascosti i pensieri
di oggi e di ieri
paure sopite
per niente svanite
all'angolo in guardia
feroci anche loro

inutili attese
fragili vite
in cerca di porti
dove attraccare
in cerca di posti
dove l'amore è potere

lo sguardo che manca
le frasi non dette
e quelle che non si sono potute dire

le promesse mancate
la fatica a tenerle

la dolcezza nel cuore
comunque

giovedì, dicembre 04, 2008

come mi sento

immobile e inquieta
mentre gli altri intorno a me diventano grandi
e la loro vita scorre
e scorre anche la mia
senza che io riesca mai ad afferrarla
senza che io riesca ad esserci pienamente dentro
intimamente spaventata dall'onda delle emozioni
tenacemente aggrappata al baratro
a un passo tra il rancore e l'invidia

.... sospesa....


ma posso mai rispondere così se qualcuno mi chiede come sto????????????
tappost, grazie :)
ma almeno qui lasciatemelo dire

giovedì, novembre 13, 2008

LIBERA



che la terra le sia lieve...
che possa finalmente riposare in pace!

lunedì, novembre 10, 2008

Quando Ale diventa super zia e altre cose

L'esatta percezione di quello che mi aspettava l'ho avuta quando il titolare del cinema- che mi conosce da una vita e con cui spesso chiacchiero di film- mi ha guardato con una punta di compassione e mi ha detto: "Alessà te lo faccio pure a te il ridotto" e poi, rivolgendosi alle mie due nipotine di 7 e 9 anni, ha affermato dogmatico: "Lo sapete già, ma vi deve volere davvero bene per vedere questo film con voi".
E sì, perchè ieri pomeriggio super zia Ale ha acconsentito alla richiesta improvvisa fatta a pranzo dalla primogenita: voglio andare al cinema. A vedere che? High School Music III!!!!!!!!!!!!!!!!!



Ok. Prendi il giornale e vediamo dove lo fa e a che ora. Il cuore mi si è allargato e non ho potuto più resistere quando, una volta scoperto che c'era sia in un comune più vicino a dove vivono loro e dove ci trovavamo in quel momento alle 16.30, sia nella mia città alle 17.30, la primogenita fa: "Andiamo a Castellammare che è più bella!!!!". Stabia pride forever!!! E ci siamo messe in auto

Lontano anni luce dai pantacollants sdruciti di "Fame" e di quei miti di Leroy e compagni, neanche per un filo simile alle emozioni de "Il Tempo delle Mele" - vabbè ho capito che sto dimostrando tutta la mia vecchiaia!!!!-





il film è un polpettone musicale, finto film generazionale con questi che, finito il liceo, sognano uno splendido futuro nei college targati USA, magari anche affermando un minimo di identità propria senza che, però, sia passata in un vero conflitto generazionale. Ma tant'è!!!

Lo sapevo, sapevo tutto. Ma non ho resistito a essere per un pomeriggio super-zia, anche perchè mi sono detta: "Queste due hanno la possibilità di vedere qualsiasi cosa su SKY, conoscono a memoria film di Disney e dintorni, eppure sono affascinati dalla magia del cinema". Perchè, diciamocelo, andare a cinema è tutta n'ata storia rispetto al film visto stravaccati sul divano di casa. Le luci che si spengono, i por corn, i mormorii della gente, la piena sospensione dell'incredulità...

e quindi film!!!!!
piccola soddisfazione: entrambe hanno ammesso che ratatouille, primo film visto insieme l'anno scorso al cinema, era più bello!!!!

un pensiero: miriam makeba è morta sul palco di castelvolturno dopo aver cantato contro il razzismo e la camorra nel concerto di chiusura degli Stati Generali della Scuola, cui ho partecipato sabato mattino. Omaggio a lei!


un invito: splendido pezzo di d'avanzo oggi su repubblica e i fatti della diaz, cliccare per credere
http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/g8-genova-4/giorno-giudizio/giorno-giudizio.html

sabato, novembre 08, 2008

scommessa a perdere

questa volta riuscirò a non sfracellarmi?
si accettano scommesse

lunedì, ottobre 27, 2008

viaggi

Siamo tutti, in un modo o nell'altro, un volo interrotto. Precipitiamo dai nostri sogni, ma ciò che ci può distinguere e preservarci dall'inesorabilità del destino è la capacità di librarci ancora non verso ciò che siamo, ma verso ciò che vorremmo essere. Qualcosa di migliore. Andare là dove stiamo bene, un posto caldo e illuminato.
(Dario Cresto-Dina da Repubblica 'il viaggio di Lucio Dalla')

venerdì, ottobre 17, 2008

...

scusa ale... il cell

scusa ale... il tel

asp...

vado

e io a chiedermi che cazzo cerco?

lunedì, ottobre 13, 2008

memento

Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole che si sappia
il resto è propaganda
(Horacio Verbitsky)

sabato, ottobre 11, 2008

11 ottobre

mi fanno male i piedi
e anche un poco il cuore
perchè ho camminato tanto
e roma era piena di sole
e di rosso
e la manifestazione era piena di gente
e queste cose dovrebbero farti sentire meno sola

perchè ho rivisto una persona
e risentito la sua voce
solo per pochi minuti
forse solo uno
e la cosa non me la sono scordata
è ritornata su
prima nello stomaco
e poi in gola
durante il viaggio di ritorno
perchè lui non era solo
fanculo fottuti comunisti!!!

martedì, ottobre 07, 2008

ci sono ci sono

non sono scomparsa: giuro!!! solo che ho preso la "capata" per facebook e chi ne fa le spese è il caro vecchio blog!!!
qualche altro net-friend è rimasto intrappolato in fb... dove in realtà ero iscritta da oltre un anno... maultimamente è scoppiata la mania a chiunque e quindi ho riacchiappato un sacco di gente: del liceo, dell'università, del lavoro, della mia vita. ed è stata anche l'occasione per rivedere dal vivo qualcuno che ora vive lontano e che era tornato per qualche giorno in città

vabbè
ma il blog è n'ata cosa
quindi non lo abbandono
anche perchè è più facile raccontare qui delle cose
a voi che siete sostanzialmente sconosciuti
o forse solo conosciuti in un modo diverso
ma che mi rende più facile
esternare paturnie e quant'altro

cmq credo che fb stia dilagando da quando ha più applicazioni in italiano, il che mi conforta: non sono l'unica completamente ignorante in english

un'altra cosa bloghettara che mi impegna sicuramente assai poco- eheheheh-ma fa fico dirlo è http://prcstabia.blogspot.com a se vi va fateci un salto
e cmq anche se non vi va
qualcuno sa spiegarmi come si mette un contatore visite sulla piattaforma blogspot

vi voglio bene assai assai
nonostante le mie assenze

martedì, settembre 16, 2008

e mo non sei più novella!


un anno
un anno già
e non sei più novella sposa
sei, però, sempre mia sorella
praticamente la metà di me
anche se non ce lo siamo mai dette
che la vita ti sorrida sempre
e che tu continui a sorridere a lei
e che il tuo accento non si trasformi troppo!!!

mercoledì, settembre 10, 2008

dopo una serata di tango

« Chi è colui che amo?
Non lo saprete mai.
Mi scruterete gli occhi
per scoprirlo
e non vedrete mai
che il fulgore dell'estasi.

Io lo imprigionerò
perché mai sappiate immaginare
chi ho dentro il mio cuore,
e lì lo cullerò,
silenziosamente,
ora dopo ora,
giorno dopo giorno,
anno dopo anno.

Vi darò i miei canti,
ma non il suo nome.
Lui vive in me
come un morto nella sua tomba,
tutto mio,
lontano dalla curiosità,
dall'indifferenza,
dalla malvagità. »


(Alfonsina Storni)

e mentre ascoltavo le note del tango, in una serata in cui le parole e la musica si confondevano fino a emozionarmi il cuore, mi sono detta... basta... basta con lo squallore e le finte... con la ricerca affannosa e inutile, con la volgarità che infanga i desideri... basta... semplicemente... basta

se al mondo esiste la bellezza deve esserci un perchè... fosse semplicemente quello di perseguirla e seguirla... che allarga il cuore e fa stare bene anche se non la si raggiunge, sicuramente non in modo facile

notte

sabato, settembre 06, 2008

Fantacalcio: oggetto misterioso



Punto primo: io non conosco uno e dico uno di nomi di calciatori impegnati nella serie A, a meno che non abbiano militato in nazionale

Punto secondo: tutto quello che comporta punteggi, comparazioni, classifiche mi mette in imbarazzo

Punto terzo: ho visto gente impazzire appresso alle classifiche del Fantacalcio, peggio che davanti alle tv con le partite vero, mostrando evidenti segni di regressione infantile con picchi acuti di competitività esasperata

Punto quarto: oggi pomeriggio- sacro sabato dedicato al riposino che tenevo pure nu mal e cap esagerato- mi chiama un'amica e fa: ci vediamo alle 6 da luca per fare le squadre di fantacalcio... vieni così siamo 3 femmine contro 3 maschi... io balbetto.... ma non ci capisco niente, lei ribatte: ma ti ci attaccherai sicuramente!!!

Dubbio: mi ci iscrivo mi ci iscrivo... ma secondo voi come andrà a finire??? mi romperò le palle alla terza - per tirarla proprio lunga- settimana e lascerò tutto oppure mi ci attacco sul serio???

lunedì, settembre 01, 2008

Il mio Marocco

Casablanca che sa di oceano anche se sei in auto, imbottigliato nel traffico, e tutti -dalla lonely in giù- ti dicono che non ne vale la pena restarci per più di una notte, magari quella in cui arrivi in aereo, e hanno ragione







il tè alla menta, vero wisky berbere!!!



il suono dell'arabo e del francese
il casino delle medine... straordinaria quella di fes, che ti pare in certi casi di essere tornato indietro di secoli







soprattutto nelle concerie delle pelli





i colori...





i sapori...




gli sguardi della gente





l'incanto del deserto... che un poco te lo aspetti
e quello del tutto inatteso di un lago in montagna... sull'alto atlante
a 2.400 metri d'altezza





l'esagerazione di piazza Jamaa Al Fnaa (si scriverà così?!?!) a Marrakech dove gli incatatori di serpenti si mescolano alle tintrici di hennè, saltinbanchi, venditori di qualsiasi cosa compresi i denti





il vento dell'oceano, il pesce cotto nei chioschetti che te lo scegli tu, il porto coi pescherecci, i torrioni portoghesi e le centinaia di gabbiani ad essaouira dove è impossibile non rilassarsi (è successo anche a me che non ho avuto un ottimo impatto con la città)







i compagni di viaggio, le persone incontrate, la voglia di cominciare il cammino ora che il viaggio è finito

sabato, agosto 30, 2008

saudade e ricerca

tornata ieri dai miei 15 giorni in giro per il marocco sono in piena saudade... e alla ricerca disperata del cavetto della digitale per scaricare le foto... da inserire anche nel racconto di viaggio che pensavo di fare qui: uffa!!!!!!!!!!!!! ma dove cavolo sta????????????????????????????? uff..................
vabbè... lo userò quando lo troverò!

venerdì, agosto 08, 2008

C'era una volta la Dc


ed è scomparsa travolta dalla caduta della Prima Repubblica
e stanno scomparendo gli uomini che ne hanno incarnato il volto del potere
come Antonio Gava, 7 volte Ministro della Repubblica, partito dalla mia Castellammare di Stabia alla volta di Roma e morto stamattina presto

una figura politica complessa come complesso era quel partito- popolare e di massa- che del clientelismo fece un modello di gestione del potere

complessa come la mia città un tempo definita Stalingrado del Sud dove si sfilava in corteo contro la Dc e ci si inginocchiava la domenica mattina in chiesa nei banchi dietro ai potenti della Dc ma che oggi non può vantare un livello politico come quello di un tempo, anche degli avversari.

ricordo quando Gava arrivò alla messa di papa Giovanni Paolo II quel 19 marzo 1992 quando ragazzini lo fischiammo

ma oggi è il momento delle condoglianze e, credetemi, non è stato semplice non scivolare nè in giudizi critici nè in panegirici...il mio ruolo ha imposto parole istituzionali... tali sono state, ma l'esigenza di una riflessione la avverto forte...