lunedì, novembre 09, 2009

Filastrocca

I miei pensieri
sono
uno sciame
furioso

di mostri che
volano senza
riposo

ronzano, pungono
e ti fanno
impazzire
se non avrò
un bacio
prima di
andare a dormire....



l'ho rubata in treno. mi piaceva e volevo ricordarla in qualche modo, per questo motivo ho scelto di pubblicarla qui. il mio blog, un posto assai più intimo di facebook e che sto tentando di coltivare, di nuovo

domenica, novembre 08, 2009

A Sara

I treni sono scatole di storie. Dentro ci sono quelle di tutte le persone che partono o arrivano, da una parte o dall'altra, per un motivo o per l'altro.
Io ne ho presi un po' per vedere come iniziava la tua di storia a questo mondo. Non avrei potuto fare altrimenti. Perchè sei la figlia di mia sorella, che è praticamente un pezzo di me, e tu sei praticamente un pezzo di lei. E perchè ci sono troppi chilometri tra di noi perchè io possa arrivare in altro modo che non sia quello di mettermi in viaggio.
Grazie per avermi aspettato: sei venuta fuori tre ore dal mio arrivo a Treviso e così ho potuto sentire i tuoi strilli appena arrivata al nido, vedere i tuoi occhi ancora gonfi per lo sforzo del parto, avvisare in tempo reale la tua nonna e la tua famiglia di giù, ancora prima di quanto sia stato fatto con quella di su.
Per ingannare l'attesa solitaria leggevo "L'odore dell'India" di Pasolini, mentre tu venivi fuori. Ci sono stata quest'estate in India. Chissà se tu ci andrai. Chissà dove andrai. Di sicuro, appena possibile, zia ti porta al mare. Te l'ho promesso.
Bacio

sabato, novembre 07, 2009

da.. Il palazzo delle pulci...

"era un uomo che per sopravvivere aveva bisogno di sentirsi indispensabile- uno di quelli che o si innamorano di donne fragili o finiscono col rendere fragili le donne che amano"
(ritratto di Pavel Pavlovic Antipov)

"alcune persone hanno un viso che è come una calamita rivestita di pelle, una calamita che attrae tutti i lati oscuri, gli alti e i bassi, l'anima e l'essenza della loro personalità. Queste persone pensano con il viso; discutono, passeggiano, litigano, hanno fame, sono felici, amano e fanno l'amore con il viso. Hanno bisogno di un corpo, ma questo non è che un piedistallo insignificante, attaccato al viso al solo scopo di sorreggerlo. Queste persone sono essenzialmente volti che camminano. Di conseguenza non possono mai nascondere i loro sentimenti. Qualunque cosa provino si riflette, totalmente e immediatamente, nei loro lineamenti"
(ritratto de l'amante blu)


... ma quanto mi sta piacendo il libro che sto leggendo!!!! sono appena alle prime 90 pg e sento che già mi mancherà quando avrò attraversato le altre 300.... è di elif shafak... un piccolo grande gioiello per soli 5 euro!!!!

lunedì, ottobre 26, 2009

ci sono tante cose ... forse troppe o troppo poche...

ci sono le monetine per il casello
e chi te le prepara
ancora una volta

ci sono le lacrime di tenerezza
per delle lacrime inaspettate

c'è il pudore della gioia

ci sono le parole della retorica di sempre
vuote come gusci marci
che non riesci a schiacciare

ci sono le parole che devi scrivere
per lavoro e per dovere
e non sai fino a che punto ci credi

ci sono quelle che devi mettere in fila
e fare un bel respiro profondo
sperando di riuscire a pronunciarle senza impappinarti

ci sono le domande rimaste irrisolte
e non c'è mai il tempo di rispondere
o forse il coraggio

ci sono ancora tanti chili da buttare giù
e i complimenti che ti fanno sorridere
ma non per compiacimento
tu sai la verità, com'è che gli altri non la vedono?

e poi manca sempre qualcuno
e non dare la colpa alla sfortuna
deve esserci qualcosa che non va
se manca sempre qualcuno

domenica, ottobre 25, 2009

maledetta pioggia

“Ehi Baol, che succede?”
“Ma no, niente...”.
“Sicuro? Non parli da dieci minuti”
“Sicuro, tranquilla…”
“Non dire cazzate, ti conosco”
“E’ che mi ha preso un po’ la malinconia…”
“Brutta bestia, bisogna cacciarla via!”
“E come facciamo?”
“Ora chiudo gli occhi e lancio una mitragliata di polvere di stelle verso di te”
“Ce la fa ad arrivare? C’è un trilione di km tra me e te…”
“Ci proviamo”
“Ci proviamo”
“Pronti, partenza….partita! Cazzo!!!”
“Che succede stellastale?”
“Piove a dirotto anche qui!”
“E allora?”
“Le mie stelline polverizzate si attaccano ognuna a una goccia di pioggia e vengono giù ”
“”
“Ma no…. Guarda… guarda adesso! Lo vedi?”
“In cielo non c’è nulla”
“No guarda a terra”
“Guardo”
“La polvere si impiastriccia con l’acqua e si attacca alla terra, all’asfalto, a quello che c’è giù insomma. Non viene via con l’altra acqua. Forma una strada luccicante, la vedi?”
“Eccola… brilla”
“Camminaci su, scaccia la malinconia”.

sabato, ottobre 03, 2009

una storia

Mi sei venuto a prendere dove meno mi aspettavo.
Ti eri messo sulle mie tracce: hai conosciuto le mie contraddizioni prima del suono della mia voce.
Hai costretto il mio umore a seguire l’onda dei tuoi capricci.
Ma poi sei stato roccia ferma dove io ho potuto poggiare la mia eterna inconcludenza.
Sadico come nessun altro a mettermi in imbarazzo, a prenderti gioco della mia gelosia, a sapere esattamente dove spingere per fare più male.
E io ogni volta pronta tornare.
Perché tu ogni volta pronto a cercarmi di nuovo.
Io non lo so cos’è questa partita.
Davvero non lo so, me lo spieghi?

domenica, settembre 27, 2009

Una testa selvatica di Marie-Sabine Roger (Recensione mia)


Titolo: Una testa selvatica
Autore: Marie-Sabine Roger
Editore: Ponte alle Grazie
Pagine: 189
Prezzo: € 13

Lui, lei, una panchina nel parco. Un incontro che ridà senso alle loro vite. Una storia d’amore romantico? Non proprio. Perché lui è Germain, 45 anni, alto quanto un gigante, 150 chili solitamente ciondolanti nel villaggio di cui è ufficialmente lo “scemo”. Lei è Margueritte, 86 anni e non più di 40 chili, l’unica a non prenderlo in giro ma piuttosto a prestargli attenzione in una delle sue principali attività quotidiane: contare i piccioni sul prato.
Il mondo di Germain è fatto del bar e delle bevute con gli amici, della roulotte in cui vive nell’orto della madre con cui non ha mai veramente parlato, di strampalati passatempi, ma soprattutto di poche e rozze parole. Quello attuale di Margueritte è una casa di riposo per anziani, ma è soprattutto da sempre fatto di libri. Sono quelli che lei gli leggerà facendogli scoprire il potere delle parole e dell’immaginazione, entrambi capaci di squadernare mondi nuovi e donare nuovi occhi per guardare le cose di sempre. Germain, io narrante franco e diretto, racconta questo incontro, la meraviglia di scoprire che i sentimenti si possono imparare, lo stupore a ritrovarsi a provarne di sentimenti. A dispetto di tutto e di tutti, in particolare dell’idea che si ha di sé stessi perché- è lui stesso a dirlo- “non puoi passarti il tosaerba sul cuore per sradicare la tenerezza”.
Marie-Sabine Roger narra con tocco lieve una storia delicata, senza mai scivolare nella retorica che pure è in agguato vista la materia, e ci consegna un piccolo gioiello di candore e ironia mentre ci racconta come un uomo e una donna imparano a prendersi cura l’uno dell’altra. Attraverso i libri. Inno alla lettura. Quasi meglio che una storia d’amore romantico.

ps
miao