ci sono le monetine per il casello
e chi te le prepara
ancora una volta
ci sono le lacrime di tenerezza
per delle lacrime inaspettate
c'è il pudore della gioia
ci sono le parole della retorica di sempre
vuote come gusci marci
che non riesci a schiacciare
ci sono le parole che devi scrivere
per lavoro e per dovere
e non sai fino a che punto ci credi
ci sono quelle che devi mettere in fila
e fare un bel respiro profondo
sperando di riuscire a pronunciarle senza impappinarti
ci sono le domande rimaste irrisolte
e non c'è mai il tempo di rispondere
o forse il coraggio
ci sono ancora tanti chili da buttare giù
e i complimenti che ti fanno sorridere
ma non per compiacimento
tu sai la verità, com'è che gli altri non la vedono?
e poi manca sempre qualcuno
e non dare la colpa alla sfortuna
deve esserci qualcosa che non va
se manca sempre qualcuno
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lunedì, ottobre 26, 2009
martedì, febbraio 12, 2008
Gli amici
Gli amici sono gli specchi dentro cui ti guardi e spesso ti vedi
Sono lo sguardo che accompagna la tua vita lealmente, discretamente, e di cui non puoi fare a meno
Credo che sia per questo che sono preziosi
Sono lo sguardo che accompagna la tua vita lealmente, discretamente, e di cui non puoi fare a meno
Credo che sia per questo che sono preziosi
mercoledì, aprile 11, 2007
Gli auguri di Pasqua.... quelli veri
Per i più la Pasqua è passata, e anche la Pasquetta
In realtà per la Chiesa il tempo di Pasqua dura 50 giorni fino a Pentecoste
e allora posso approfittare di questo tempo- io che la Pasqua questanno cristianamente non l'ho vissuta manco di sbieco-per girare a tutti questi auguri.... che sono quelli più belli che ho ricevuto
Ricorrerò alla suggestione del macigno che la mattina di Pasqua le donne,giunte nell'orto, videro rimosso dal sepolcro.
Ognuno di noi ha il suo macigno.
Una pietra enorme, messa all'imboccatura dell'anima,
che non lascia filtrare l'ossigeno,
che opprime in una morsa di gelo,
che blocca ogni lama di luce,
che impedisce la comunicazione con l'altro.
E' il macigno della solitudine,
della miseria,
della malattia,
dell'odio,
della disperazione,
del peccato.
Siamo tombe alienate.
Ognuna col suo sigillo di morte.
Pasqua, allora, sia per tutti
il rotolare del macigno,
la fine degli incubi,
l'inizio della luce,
la primavera di rapporti nuovi,
e se ognuno di noi,
uscito dal suo sepolcro,
si adopererà per rimuovere
il macigno del sepolcro accanto,
si ripeterà finalmente
il miracolo del terremoto
che contrassegnò la primaPasqua di Cristo.
Pasqua è la festa dei macigni rotolati.
E' la festa del terremoto
In realtà per la Chiesa il tempo di Pasqua dura 50 giorni fino a Pentecoste
e allora posso approfittare di questo tempo- io che la Pasqua questanno cristianamente non l'ho vissuta manco di sbieco-per girare a tutti questi auguri.... che sono quelli più belli che ho ricevuto
Ricorrerò alla suggestione del macigno che la mattina di Pasqua le donne,giunte nell'orto, videro rimosso dal sepolcro.
Ognuno di noi ha il suo macigno.
Una pietra enorme, messa all'imboccatura dell'anima,
che non lascia filtrare l'ossigeno,
che opprime in una morsa di gelo,
che blocca ogni lama di luce,
che impedisce la comunicazione con l'altro.
E' il macigno della solitudine,
della miseria,
della malattia,
dell'odio,
della disperazione,
del peccato.
Siamo tombe alienate.
Ognuna col suo sigillo di morte.
Pasqua, allora, sia per tutti
il rotolare del macigno,
la fine degli incubi,
l'inizio della luce,
la primavera di rapporti nuovi,
e se ognuno di noi,
uscito dal suo sepolcro,
si adopererà per rimuovere
il macigno del sepolcro accanto,
si ripeterà finalmente
il miracolo del terremoto
che contrassegnò la primaPasqua di Cristo.
Pasqua è la festa dei macigni rotolati.
E' la festa del terremoto
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